| Massafra |
StoriaIl territorio massafrese ha conservato tracce di frequentazione a partire dal Neolitico. L'origine del nome è incerta. Si è parlato di Massa-afrorum, nucleo di africani lasciati da Annibale; di Massa-fracta (roccia fratturata); di Massa-fera (luogo selvaggio); di Man-sapris (ambiente grottale di eremiti). Riferendosi alle testimonianze della religiosità pagana e poi cristiana si hanno notizie dell'esistenza di una primitiva comunità , che doveva essere molto vivace con una propria autonomia economica, come è attestato dalla presenza di vari monumenti di culto e dai sistemi urbanistici. Nei primordi dell'era volgare, con il passaggio di s. Pietro e di s. Marco, secondo il consueto e ricchissimo leggendario petrino, si ha il trapasso dall'ambito pagano a quello cristiano, che troverà il suo culmine dal VI-VII secolo in poi, con l'immigrazione greco-bizantina, che costituirà quel periodo misterioso e fascinoso del vivere in grotta della cosiddetta "civiltà rupestre", di cui restano dirette testimonianze in tutto il territorio. Massafra fu fortificata dai Normanni e con la venuta degli Svevi, secondo una tradizione popolare, Federico II pare frequentasse il castello di Massafra (da lui restaurato) per trascorrere le notti con Bianca Laura figlia del Maletta (amministratore locale), dalla cui relazione sarebbe nato Manfredi. Fu annesso al Principato di Taranto sotto gli Angioini. Sotto questa dominazione la città, dal 1419, acquisì lo status di città libera o demaniale e fu prescelta come sede dell'allevamento delle cavalle règie. Saccheggiata dai francesi di Carlo VIII di Francia venuto nel Regno di Napoli, il feudo passò ad Artusio Pappacoda, di una nobile famiglia napoletana, il cui dominio durò per circa un secolo e mezzo. A lui successe il figlio Francesco, che restaurò il castello e fece costruire la chiesa di Santa Maria di Costantinopoli. Dalla famiglia Carmignano passo' poi agli Imperiali che fecero piantare uliveti, vigneti, mandorleti e frutteti e promossero il riordinamento delle campagne, la ricostruzione e ammodernamento del Castello e la costruzione del monastero di San Benedetto e della Torre dell'Orologio. Durante la prima guerra mondiale nel paese furono ospitati diversi reggimenti dell'esercito italiano diretti al fronte. Da visitare:
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